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PROVE DI CARICO › STATICHE
PROVE DI CARICO CON CARICO DISTRIBUITO (SERBATOI E VASCHE)

campi di applicazione

- tutte le strutture, indipendentemente dal tipo di materiale costitutivo (muratura, calcestruzzo, laterocemento, metallo, legno, ecc.). 

Obiettivi

- verifica del comportamento deformativo dell’elemento strutturale.

Principali vantaggi

- strumento valido per il collaudo e la corretta esecuzione delle opere e il rispetto dei requisiti statici.

Scopo

Lo scopo della prova di carico è identificare la corrispondenza del comportamento teorico con quello sperimentale verificando che durante la prova non vi siano dissesti, lesioni, spostamenti e che la deformazione elastica non risulti maggiore di quella calcolata.

Criteri di funzionamento

Le prove di carico vengono normalmente effettuate disponendo il carico su un’area limitata sufficientemente distante dalle travi o dai sostegni paralleli alla direzione dell’orditura del solaio per non risentire del loro possibile effetto collaborante. L’intensità del carico è determinata in relazioni alle previsioni progettuali e in modo da indurre le massime sollecitazioni di progetto.
I carichi di prova distribuiti, in funzione delle esigenze, possono essere costituiti da serbatoi o vasche riempite con acqua. Le vasche, flessibili in poliestere, risultano particolarmente utili in tutti quei casi in cui è necessario impegnare un unico impalcato, grazie alla possibilità di inserire aste o stadie direttamente all’interno della vasca. Durante le fasi di carico, vengono acquisiti gli spostamenti mediante lettura dai relativi strumenti di misura, preventivamente disposti in punti significativi. Con riferimento agli obiettivi della prova, la misura degli spostamenti può essere realizzata con la tecnologia e le metodiche più opportune. Gli strumenti di misura, che rilevano gli abbassamenti, devono essere coerenti, per sensibilità, risoluzione e accuratezza, con i valori attesi e per questo, in molti casi è sufficiente che il sistema di misura abbia una risoluzione almeno un ordine di grandezza maggiore della grandezza che deve rilevare.
In molti casi si utilizzano sistemi di misura automatici, di tipo digitale, che permettono di acquisire le letture in continuo con la parziale elaborazione in sito dei parametri di prova. Tali sistemi sono costituiti da una centralina di acquisizione, dai trasduttori di sposamento ed eventualmente da altri dispositivi elettronici che consentono, attraverso le variazioni del segnale elettrico, la misura di altri parametri fisici e meccanici come le forze, le rotazioni, la temperatura, etc.
La lettura degli spostamenti può avvenire anche mediante livello di precisione che, attraverso la lettura sulla stadia, posizionata in punti accuratamente scelti, misura le differenze di quota.
L’esito della prova di carico sulla struttura indagata dovrà essere valutato in base ai seguenti elementi:
- le deformazioni devono accrescersi in maniera proporzionale ai carichi;
- nel corso della prova non si devono produrre fratture, fessurazioni, deformazioni o dissesti, che possano compromettere la scurezza o la conservazione dell’opera;
- la deformazione residua dopo la prima applicazione del carico massimo non deve superare una quota parte di quella totale commisurata ai prevedibili assestamenti iniziali di tipo anelastico della struttura oggetto della prova;
- la deformazione elastica deve risultare non maggiore di quella calcolata.

Riferimenti normativi

  • Norme Tecniche per le Costruzioni del 14 gennaio 2008.

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